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ASPETTI SOCIO-ECONOMICI
L’economia locale, in passato
di tipo prevalentemente agricolo ed artigianale, negli ultimi vent’anni
ha subito una decisa trasformazione verso schemi organizzativi di
tipo industriale, grazie all’evoluzione dei piccoli lavoratori
manifatturieri. Il settore economico predominante nel territorio
è rappresentato dalla produzione manifatturiera nei comparti
del calzaturiero, dell’industria tessile e dell’abbigliamento,
della lavorazione del legno. Il terziario privato è rappresentato
in prevalenza da esercizi commerciali, in minor misura da agenzie
d’aziende assicuratrici ed imprese bancarie. Nell’analizzare
la realtà produttiva del Comune di Supersano, occorre considerare
che una delle caratteristiche peculiari del territorio è
quella della frammentazione di piccole imprese e laboratori façonisti,
con attività economico-produtive diversificate (calzaturifici,
tomaifici, suolifici, maglierie, lavorazione del legno, produzione
di buste in plastica, cartoni per bomboniere, infissi in alluminio,
acciaio e plastica, creazione abiti da sposa, aziende alimentari,
oleifici, ecc.).
Trattasi in ogni caso di piccole unità produttive sparse
lungo la strada, aziende individuali e di tipo familiare, ad eccezione
di poche realtà produttive più evolute rispetto al
contesto in cui operano.
Il façonismo per l’economia salentina sembra rappresentare
un momento evolutivo indispensabile per le aziende: crea ricchezza,
Know-how e capacità organizzativa. L’importante è
utilizzare tale situazione come provvisoria in attesa di uno svincolo
della casa committente, favorendo dunque la creazione di un marchio
proprio che contraddistingua “l’identità aziendale”
dei propri prodotti.
Supersano ha un’imprenditoria spontanea, dovuta essenzialmente
alla voglia di lavorare, di crescere, ed in parte ad esperienze
acquisite come operai in aziende locali o del Nord Italia. E’
un territorio in cui la vitalità, il meccanismo dell’economia
e della fabbrica diffusa si è consolidata, così come
si è consolidata la finalizzazione del ciascuno per sé,
senza capacità d’integrazioni ulteriori che consentano
di fare coalizioni per stare sul mercato. E’ poco diffuso
il concetto della pratica dell’associazionismo. C’è
un familismo degli imprenditori volti a dare un forte valore ai
legami tradizionali (famiglia, amicizia, clientela) e scarsa fiducia
nei soggetti istituzionali, nelle associazioni, viste come erogatori
di servizi in forme molto elementari. Il familismo, diviene, infatti,
un elemento negativo per lo sviluppo, un freno, di fronte ad una
classe imprenditoriale non sufficientemente “moderna”,
non adeguata ai tempi e né in grado di assumersi il compito
della modernizzazione economico-produttiva dell’area.
Dal canto loro, invece, le piccole e medie imprese artigianali e
manifatturiere, si sentono sole, senza una vera e propria rappresentanza;
l’offerta di servizi appare completamente scollata dalla domanda,
lamentano la mancanza di servizi minuti e territorializzati, non
chiedono grandi progetti complessivi di terziario avanzato, che
poi a loro avviso, non sono in grado di centrare l’obiettivo
di fornire un servizio adeguato. Ciò che manca è il
rapporto con le imprese perché le iniziative non nascono
con la
partecipazione e sulla domanda delle imprese, ma molte volte sono
calate dall’alto; non mancano le infrastrutture fisiche ma
è necessaria la valorizzazione di reti sociali e di mercato
in grado di favorire la creazione e lo sviluppo di relazioni, tali
da consentire agli operatori economici il miglioramento ed il potenziamento
delle loro capacità competitive. Purtroppo, nella realtà
produttiva di Supersano, solo pochissimi imprenditori si sono resi
conto del fatto che la globalizzazione dei mercati rappresenta un’opportunità,
ma anche una minaccia, nel senso che, o si diventa più competitivi
adottando nuove strategie o si esce dal mercato; e che mai come
oggi sono indispensabili servizi qualificati nel campo dell’adeguamento
alle norme di sicurezza, del Marketing, della Certificazione di
Qualità. Quest’ultima, in particolare, è obbligatoria
per vendere in Europa; tuttavia, le aziende di Supersano, operando
in prevalenza per conto terzi, non si pongono al momento il problema.
In ogni caso, quanto detto, che vale a livello internazionale, inizia
ad essere avvertito, anche se lentamente, a Supersano: per il momento
vi è solo un’azienda, operante nel settore calzaturiero,
ad essere certificata, mentre altre ci stanno pensando. Inoltre,
taluni imprenditori, operanti nel tessile-abbigliamento, hanno avvertito
la necessità di attivare iniziative di diversificazione produttiva,
con graduale passaggio sulle produzioni in conto proprio, anche
per rendersi più autonomi rispetto agli alti e bassi dei
fornitori esterni, iniziando così ad ampliare le loro reti
relazionali. Trattasi d’imprenditori che riescono ad accettare
la sfida della modernizzazione, che si sono aperti, viaggiano, s’informano,
fanno i conti con il mercato nazionale prima ed internazionale poi,
commercializzano in proprio, ecc. Sono ancora casi isolati d’imprese
che hanno fatto, o comunque cercano di fare, il salto di Qualità,
perché hanno avuto l’intuizione, il dinamismo, la proiezione
verso il futuro; imprenditori che hanno capito che il façonismo
per i grossi marchi presenta anche rischi notevoli, in considerazione
del fatto che vi sono altre realtà dove la manodopera può
essere utilizzata più a basso prezzo. E’ importante
ricordare, inoltre, che Supersano è dotato di una Zona Industriale
per il cui completamento è stato effettuato un notevole sforzo,
consentendo altresì una politica di pagamenti dilazionati
nell’assegnazione di lotti, per agevolare ulteriormente le
imprese garantendo in tal modo la crescita e lo sviluppo di un contesto
sistemico che favorisca un’ulteriore evoluzione dell’ambiente
“impresa”.
(Tratto da Tesi
di Laurea Dott. Emiliano Giannuzzi)
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