SAVERIO BAGLIVO (1854 - 1922 Vigile di Supersano)

 

Qui in paese, quando accade di dover lamentare qualcosa che non va per il suo verso, allorché si tratta di furti o cose del genere, spesso viene fuori, nei commenti dei più anziani, il nome di: Saverio Baglivo. Chi era costui? Nato a S. Eufemia, frazione di Tricase, nel 1854, il Baglivo, da ragazzo, per volontà di un suo zio, prete, entrò in seminario. Lo zio, evidentemente, voleva fare del suo Saverio, al quale era molto affezionato, un prete, e non aveva posto remora alcuna nelle sue decisioni, invogliando opportunamente il nipote ad abbracciare la via del sacerdozio. « Zio Papa », così il piccolo Saverio chiamava il prete suo parente, aveva tentato di tutto per lasciare al nipote l'eredità... ecclesiastica, ma costui non era nato con quella stella e lo stesso zio ebbe modo di accorgersi che le sue premure non sortivano gli effetti desiderati. E Saverio venne lasciato libero di seguire quella che riteneva la vita più confacente alle sue tendenze ed aspirazioni, e fu un bene, in quanto non c'è nulla di più inefficace di una costrizione. E gli anni passarono. Il ragazzo, ora non più tale, attese con fiducia a ciò che la vita gli riservava. Ed una certa indicazione a quello che sarebbe stato il suo mestiere, la ebbe quando venne chiamato alle armi: oltre al servizio di leva, il Baglivo chiese ed ottenne di potersi raffermare. Ben otto anni trascorse come militare, forgiando il suo carattere e il temperamento alla dura disciplina, temperamento che conservò, poi, nel corso della sua vita, allorché dovette disimpegnare l'incarico al quale attese fino alla fine dei suoi giorni. Congedatesi e tornando nel suo paesino, il Baglivo si sposò e dal matrimonio ebbe ben nove figli. A questo punto, ottenne l'incarico di guardia campestre, qui a Supersano, con il compito di vigilare le stesse tenute del Bosco Belvedere, possedimenti del Principe di Tricase. Lo zelo e l'attaccamento a questo suo incarico divenne esemplare, tanto che ancora oggi i Supersanesi (come dicevamo sopra) lo citano come colui che infondeva sicurezza e tranquillità. Al proposito, ci è stato raccontato che, ad esempio, quando qualcuno veniva derubato, difficilmente il ladruncolo se la cavava, poiché prima o poi cadeva inesorabilmente nel laccio che il Baglivo gli tendeva. Questa sua spiccata capacità di esercitare la vigilanza, fu il motivo primo che indusse il sindaco d'allora, il Dr. Rocco Frascaro, a chiamarlo a disimpegnare il ruolo di guardia municipale. E fu in questo suo nuovo incarico che il Baglivo evidenziò la sua perspicacia in maniera affatto ineccepibile. Inflessibile con chiunque commettesse un'infrazione alla legge, non perdonava nulla, nemmeno ai suoi più intimi, parenti compresi. Vigile, attento, solerte, ma, soprattutto, giusto, Saverio Baglivo segnò un periodo della storia di Supersano, una parentesi che col passar del tempo, è rimasta ancora come qualcosa che difficilmente i compaesani possono scordare. E portò avanti il suo incarico per ben 34 anni, fino a quando una emorragia non lo stroncò. Aveva 68 anni: era il 18 marzo 1922.


Tratto da Il Nostro Giornale.