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IL SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DI COELIMANNA

Sublime come una perla incastonata in una corona regale, tale è il Santuario della B.V. di Coelimanna, che sorge alle falde della collina (la serra) e immerso in un mare verde che gli fa da aureola. Esso si trova ad 1 km. ad ovest del paese, sulla prov.le per Casarano, in una posizione da cui sembra voler proteggere Supersano e i campi che le stanno attorno. Vi si accede salendo una bella ed ampia scalinata, rifatta in questi ultimi anni, che sfocia su di un ampio piazzale antistante la chiesa medesima.
La singolare posizione in cui si trova il Santuario, non sarà stata certamente del tutto casuale, e la cosa si può spiegare, non tanto facendo riferimento alla tradizione ed alla leggenda, ma comprovando il fatto con la presenza dell'adiacente cripta basiliana.
Il tempio della Coelimanna, risale agli inizi del XVI secolo.
Ma chi ne era stato l'ideatore e chi ne eseguì la costruzione? Eretto certamente con la partecipazione del popolo di Supersano e, pare, del Principe di Ruffano, esso venne ultimato nel 1746, e ristrutturato nel 1781, dopo di che, si dice che venisse sconsacrato per ordine di Don Antonio Carafa, a causa di scandali e falsi esorcisti che ne infangarono non poco il nome, ma venne subito dopo riabilitato, in onore della Vergine, a significare ben più la figura della Madonna. Qui gli elementi che si hanno a disposizione, si perdono, purtroppo, confondendosi con la leggenda, che vuole, quale fondatore, un non meglio identificato principe romano, che, miracolato dalla Coelimanna, avrebbe inteso così "ricambiare" la grazia, erigendo appunto il tempio in onore della sua Salvatrice.
Negli anni il culto verso la Vergine andò sempre più intensificandosi, ed il Vicario Capitolare, Mons. Rossi, ricorda che il sacerdote Don Giacinto De Filippo, fu uno degli ecclesiastici più solerti, che intervenne ristrutturando la chiesa ("in meliorem formam"), curando particolarmente la devozione verso questo Santuario, riuscendo ad aumentare considerevolmente il concorso dei fedeli.
La fabbrica è composta da un ampio ed unico ambiente di forma quadrangolare, grande sufficientemente e capace di contenere circa 400 persone. Il magnifico Tempio, maestoso per ordine architettonico, si segnala specialmente per la sua volta, che contribuisce a dare al Santuario particolare bellezza, per forma e sveltezza di stile. Un semplice, ma bell'altare si erge di fronte, sovrastato da un enorme quadro in bassorlievo in carta-pesta, che raffigura la miracolosa invenzione della Vergine, che, dall'alto di una rupe, si mostra ad un'umile pastorella, la quale, a sua volta, è raffigurata nel gesto che indica la Coelimanna al parroco di Supersano (*).
A destra dell'altare, è la nicchia che contiene il meraviglioso gruppo statuario della Madre di Dio, che il sabato della prima domenica di luglio, in occasione dei suoi festeggiamenti, lascia il Santuario, per essere portato in solenne processione per le vie del paese, accompagnato dall'inno di sapore belliniano, che avvince per la sua stupenda musica (Lo Re) ed il testo (M. Frascaro?).
A sinistra dell'altare, sospeso su sostegni in ferro, c'è un bel pulpito in legno intagliato.
La primitiva struttura della fabbrica ha subito in questi ultimi decenni qualche rifacimento, e, come spesso accade in simili circostanze, non sono mancate leggerezze, che hanno frastornato l'impianto originale del tempio, che risalirebbe, come accennato, agli inizi del XVI secolo, anche se c'è chi erroneamente ne riporta la nascita al 1746.
Ultima operazione di cambiamento è stata quella relativa alla sostituzione del vecchio (?) pavimento, interamente rifatto con "moderni" tavelloni in marmo. Nel corso di questi lavori di ristrutturazione, sono stati portati alla luce dei sepolcreti particolarmente interessanti. Resti di cadaveri, composti su assi in legno, sistemati come pani...pronti per essere infornati. Due o forse tre corridoi, costeggiati da tali tombe. Ad accrescere sempre più la presenza dei fedeli al Tempio, non poco contribuisce il fatto che il cimitero comunale si adagia ai fianchi del Santuario: a destra, guardandolo, il cimitero nuovo, alla sinistra, quello vecchio.


(*) - Il P. Antonio da Stigliano, cappuccino, così riferisce la tradizione sul Santuario: "A circa un chilometro da Supersano, verso ponente, alle falde delle Murge, una contadinella accompagnava il gregge al pascolo; era il sabato precedente la prima domenica di luglio. Mentre l'innocente fanciulla seguiva le sue pecorelle, le apparve una nobile Signora dalle fattezze celestiali, la quale le ordinò di andare a chiamare il parroco del paese. La timida fanciulla pensò istintivamente alla difficoltà di dover lasciare solo il gregge. Ma la Signora dissipò i suoi timori, assicurandola,che l'avrebbe sostituita lei. La fanciulla corse in cerca del parroco, il quale, portandosi sul luogo, non vide la Vergine, che si teneva nascosta dietro un cespuglio. La domenica seguente, essendosi sparsa la nuova dell'apparizione, il sacerdote ritornò sul luogo indicato dalla pastorella con molti fedeli. Si diradarono i rovi, si tolsero le macerie e, con sorpresa di tutti, si scoprì che proprio in quel luogo era stata scavata un'ampia grotta. La sorpresa aumentò, quando i primi osservatori fecero noto al pubblico che si trattava di un'antica cappella con i resti di varie immagini; sull'altare, poi, vi era una nicchia con un bellissimo affresco della Vergine Santa, che porta la scritta: Virgo, Manna Coeli. Da quel momento il popolo devoto incominciò ad invocare la Madre di Gesù col titolo espressivo di Coelimanna" (cfr. "I Santuari mariani di Puglia").