
Centro agricolo della Provincia
di Lecce, situato a circa 40 Km. a sud-ovest del capoluogo, Supersano
siede in piano a 103 metri dal livello del mare. Il suo nome,
indica, forse, una località suluberrima per il clima e
per l'aria, e più salubre era o doveva essere un tempo,
poiché nella zona esisteva il vastissimo Bosco Belvedere,
ora completamente scomparso.
Il territorio, misura una superfice agraria di 3.517 ettari, dì
cui circa 100 sono improduttivi. Confina con i territori di Cutrofiano,
di Scorrano, di Nociglia, di Montesano Salentino, di Ruffano e
la sua frazione Torrepaduli, di Casarano e di Collepasso. La Tenenza
dei Carabinieri è a Casarano, mentre il comando di Stazione
è a Ruffano; il Tribunale a Lecce; la Pretura a Casarano,
dove trovasi anche l'Ufficio Distrettuale delle II.DD. e l'Ufficio
del Registro. La Conservatoria dei Registri Imobiliari è
a Lecce. La stazione ferroviaria più agevole è quella
di Maglie, da cui Supersano dista 13 Km. Il Distretto Militare
è a Lecce. Con i centri limitrofi, Supersano è collegata
da un'agevole rete stradale e le comunicazioni sono effettuate
tramite un servizio di autopullman, oltre che con macchine a noleggio
da rimessa. Considerando la sua posizione geografica (il paese
trovasi a metà strada tra il mare Jonio e l'Adriatico),
il clima di Supersano è sostanzialmente quello dell'intera
Provincia, cioè di tipo spiccatamente mediterraneo. Le
precipitazioni non sono abbondanti e si verificano prevalentemente
durante il periodo autunno-inverno. Rare sono le precipitazioni
nevose. Ciò nonostante, non è cosa rara vedere,
durante queste stagioni, campi allagati, ma per ragioni semplici
ed evidenti. Ricordiamo qui i fattori più importanti:
a) mancanza di adeguati canali di drenaggio;
b) natura argillosa del terreno.
Difettando, pertanto, di canali idonei a convogliare le acque
piovane, queste, anche per un'altra peculiarità del terreno,
si ammassano verso i punti più bassi, e qui ristagnano.
L'assorbimento avviene, poi, lentamente, in quanto il terreno,
come detto, è di natura argillosa, ed è completato
dalle due voragini, la ' Vora ' ed il ' Fao ', che si trovano
alle falde della collina. L'interno dell'abitato ha una superficie
acquifera stesa e superficiale e da acque dure e calcarifere.
Quando ancora l'Acquedotto Pugliese era un sogno o non lo era
neanche, i Supersanesi attingevano l'acqua, per i loro bisogni
quotidiani, da pozzi interni alle abitazioni o da altri extra-moenia,
che avevano una vena inesauribile e dislocati un pò dovunque
in paese.
E' il caso di ricordare:
1) Pozzo nel giardino S. Rocco, profondo al pelo dell'acqua mt.
4,37, con profondità dell'acqua, mt. 7,57. Si ricorda questo
pozzo perché davvero molto copioso;
2) Pozzo in via Costantinopoli, ora via Fiume, profondo c.s. mt.
5,00; idem dell'acqua, mt. 1,60 (è il pozzo che i Supersanesi
ricordano come « Puzzu luce», ed eliminato solo da
qualche anno).
3) Pozzo nel giardino grande. Profondità c.s. mt. 5,30;
idem dell' acqua mt. 1,50;
4) Pozzo in casa Contini. Profondo c.s. mt. 9,93. Idem dell'acqua
mt. 1,85;
5) Pozzo in casa Branca. Profondo c.s. mt. 9,60. Idem dell'acqua,
mt. 3,43.
Abbiamo accennato poc'anzi
alle due voragini del «Fao» e della « Vora ».
Ebbene, malgrado la impermeabilità del terreno, il prosciugamento
delle acque piovane avviene anche tramite queste due voragini
naturali, che si trovano in territorio di Supersano. Come detto
sopra, il nome di Supersano non sarà nato certamente per
caso; si può dar senz'altro credenza al fatto che l'amenissima
zona, ivi compresa quella della Serra di Coelimanna, l'abbia originato,
e che il piccolo borgo prendesse il nome che ancora conserva.
Il casale è sorto nel medioevo, per il raccogliersi di
alcuni coltivatori dei fertili terreni della zona, e appartenne
al Principato di Taranto.