fonte: Elena FRASCARO
PERCORSO STORICO TRA LE
MASSERIE
Durante il Medioevo, quando le trasformazioni economiche mutarono
il rapporto terra -lavoro, sorsero anche nel territorio supersanese
le masserie. Alcuni studiosi attribuiscono il nome "masseria"
al latino "massa", "ammucchiata di beni",
altri all'unione di due parole dell'idioma celtico "mas"
e "er", cioè "abitazione di campagna".
Pare che le origini di queste strutture siano longobarde, infatti
i Longobardi, nei loro ordinamenti sociali, dividevano il popolo
in liberi e servi: i primi erano proprietari terrieri ed i secondi
a loro servizio. Già in epoca preromana, il salento meridionale
risultava caratterizzato da numerosi insediamenti rupestri di
piccole dimensioni. Si può ipotizzare che essi siano sorti
in prossimità di un reticolo viario composto da vie di
collegamento fra i casali, che intersecavano le vie "principali",
presumibilmente di origine romana o pre-romana. Accanto a queste
è degna di menzione l'antica via del Capo, che, unendo
Galatina a S. Maria di Leuca, passava,tra la palude del Sombrino
ed il Bosco Belvedere (a valle della Serra di Supersano) sulla
dorsale dove era situato un importante insediamento rupestre bizantino.
TIPOLOGIA DELLE MASSERIE
La masseria comprendeva una complessa costruzione agricola ed
un vasto terreno intorno, coltivato prima a cereali, poi destinato
al pascolo e dopo ad uliveto e vigneto. Tra le varie tipologie
vi sono: masserie fortificate (Stanzie) masseria villa (Macrì)
e masseria colonica. La masseria generalmente è composta
da una torre di due piani, prismatico o rotonda con feritoie e
piombatoi, avente funzione difensiva. Il piano terra era riservato
agli usi domestici, quello superiore ad abitazione del massaro.
In seguito la masseria si arricchì con altre costruzioni:
stalle, capanne per gli attrezzi agricoli, scale interne in muratura.
Ben presto da centri di difesa (specie contro le incursioni turche)
si trasformarono gradatamente in veri e propri centri agricoli.
La fine di queste costruzioni cominciò nei primi anni del
secolo scorso, con la abolizione della feudalità, decretata
nel 1806 dal Re di Napoli Giuseppe Bonaparte. Tra le tante masserie
della zona ne segnaliamo alcune.
IL CASALE DI S. GIACOMO DI SOMBRINO

Ubicato tra le attuali masserie "Chiesa" e "Stanzie",
il Casale sorgeva sul crocevia che collegava trasversalmente la
"via istmica", che da Casole d'Otranto portava a Gallipoli,
con la via che da S. Caterina di Galatina conduceva a Leuca. Detto
insediamento è di probabile origine Basiliana e divenne,
proprio in virtù della sua particolare posizione geografica,
un centro di sosta per pellegrini dell'epoca. L'intero complesso
architettonico per la grandezza delle dimensioni, inusuali per
quell'epoca, manifesta una grande ricchezza di segni, che facevano
di questa struttura il punto di riferimento non solo religioso
ma anche culturale ed economico. I monaci basiliani, laddove si
stanziavano, procedevano ad una cultura intensiva del terreno,
bonificando zone paludose e selvagge, provvedendo alla costruzione
delle opere necessarie alla vita domestica del nucleo, come l'aia
(visibile nella masseria Chiesa), le fosse granarie, il trappeto,
il palmento, il pozzo (masseria Stanzie).
MASSERIA STANZIE
Dista circa 4 Km. dal centro abitato
di Supersano e si raggiunge percorrendo la strada statale 476,
in direzione Cutrofiano. La struttura, comprendente 16 stanze
con aperture al colmo e laterali, presenta caratteristiche tipologiche
alquanto interessanti, specie per la tipologia delle murature
dell'impianto e delle volte. Il complesso ha subito delle modifiche
strutturali e degli ampliamenti nel corso di varie epoche senza
che fosse intaccato il suo fascino originario o la peculiarità
della sua attrattiva. Si possono individuare tre epoche di intervento:
il primo corpo, che comprende un frantoio ipogeo, una cripta e
delle stalle rupestri, situato al piano interrato risalente alla
cosiddetta "epoca basilana"; - tracce di fortificazioni
e torri cinquecentesche, rintracciabili lungo il lato sud del
sito rupestri, edificate in seguito alla invasione turca del 1480;
- altri corpi, riferibili al 1881 circa, in ampliamento dell'azienda
e riguardanti tutta la parte esterna alla corte, ossia il forno,
il grande forno davanti e le due cantine simmetriche. Oggi ospita
un'azienda agrituristica.
MASSERIA MACRI'

Sita a 900 metri dalla SS Gallipoli
- Maglie. Fu costruita nel XVII sec. e presenta una tipologia
a corte di tipo gentilizio con volte lunettate ed affreschi al
primo piano. Al piano terra è presente una cappella, intitolata
all'Immacolata con affreschi recenti. La specificità agro
- fondiaria del luogo, che nel corso dei tempo ha registrato interessanti
attività agricole, ha incoraggiato il soggiorno di nobili
famiglie. A poca distanza dalle vecchie strutture edilizie della
Masseria Macrì, fu organizzato, verso la metà del
'700 il fabbricato del "casino Macrì" (che si
dice utilizzato per gli appuntamenti galanti dei nobili) caratterizzato
dalla spaziosa facciata con il balcone ad alcova, dalla piccola
torre colombaia (in ottimo stato) e dalla neviera (sorta di ghiacciaia
sotterranea dove, durante l'inverno, veniva conservata la neve,
mediante un procedimento che consisteva nel poggiare sopra la
neve una grande quantità di paglia, che ne facilitava la
sua conservazione per due o tre anni circa). Attualmente sono
stati ristrutturati i locali sovrastanti la masseria e ripristinate
le coperture in "cannuzzu" delle vecchie strutture
sul lato ovest. Attualmente è stata realizzata una pista
in manto erboso per veivoli ultraleggeri, e costituita un associazione
con scuola di volo VDS.
MASSERIA CHIESA

Sita ai piedi della collina ad 1 Km. dalla strada statale Cutrofiano
- Supersano. La sua costruzione risale al XVII per l'edificio
principale ed ha una tipologia a corte con un cortile per gli
ovini. Presenta una garitta sul lato destro del fronte. Attualmente
la struttura è in vìa di ristrutturazione, per consentirne
una destinazione agrituristica.
MASSERIA PIZZOFALCONE

Sulle dolci serre salentine, lungo
la strada che da Supersano conduce a Cutrofiano, vi è un
susseguirsi di antiche masserie. Tra queste, Masseria Pizzofalcone
che ha origini medievali, due ampie corti, una torre cinquecentesca
e una chiesetta. Dopo lunghi anni di abbandono e un accurato restauro,
la Masseria riapre. Ma andiamo per ordine. Intanto il nome del
luogo sembra derivare dal grande falco che sorvolava la zona e
proteggeva la masseria dall’alto. Qui nell’800 c’era
un vero e proprio borgo agricolo: si allevavano buoi, cavalli,
pecore e si produceva latte e formaggio. Tanti i segni tangibili
del suo passato: le mangiatoie, la grande “chiusa”
per le pecore e i numerosi occhielli di pietra per legare il bestiame.
Si produceva anche il grano, come dimostrano i granai scavati
sottoterra o ricavati nelle volte del soffitto, e l’aia,
lo spazio nel verde lastricato di pietre levigate dal passaggio
degli uomini e degli animali, dove si “pisava”
il grano. E poi camini in ogni stanza per riscaldarsi e riposarsi
delle fatiche quotidiane. Infine c’era una chiesetta rurale,
dedicata a San Giuseppe, dove la domenica si celebrava la messa
e il 19 marzo tutto il paese andava in “pellegrinaggio”
a piedi per pregare e assaggiare la “massa e ciciri”,
un misto di pasta fatta in casa con ceci e frizzuli, fettucine
fritte, che i coloni preparavano e offrivano per devozione al
Santo...Alle spalle c’è il bosco e davanti la campagna
punteggiata da ulivi secolari e agrumi profumati, delimitata da
muretti a secco e pietre che hanno tante storie da raccontare.
E mentre la brezza soffia tra i capelli, si resta immobili davanti
a tanta poesia e si ha l’impressione di sorvegliare la masseria
dall’alto, proprio come faceva il falco. (Fonte www-ilgallo.org
da articolo datato Giovedì 1, maggio 2008). Il 7 giugno
2008 la masseria è stata inaugurata, dopo un periodo di
restauro, a country house con piscina , ristorante e camere.